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SERVIZIO CIVILE ITALIANO

In applicazione dell’art.4 della Costituzione della Repubblica italiana, sarebbe necessario organizzare una rete di lavoro organizzata su base locale, con interscambi tra comunità limitrofe.

ALCUNI TRA I PIU’ IMPORTANTI EFFETTI POSITIVI:

  • RIDUZIONE CRIMINALITA’ E DELLA POPOLAZIONE CARCERARIA in quanto a tutti i cittadini che decidono di restare sul sentiero della legalità, viene garantito comunque un reddito di 1.000 euro lorde nel corso della loro vita onesta. Già dalla scuola occorrerà insistere molto su quanto si rischia di perdere con l’illegalità. Cadrà anche l’attenuante che spesso i giudici si sentono di applicare del cosiddetto ‘stato di necessità’ (es. furto per sfamare una famiglia numerosa)

  • AUMENTO DEL BENESSERE E COESIONE FAMIGLIARE in quanto il lavoro occuperebbe solo 5 ore giornaliere su 5 giorni settimanali, consentendo nel restante tempo di occuparsi delle attività della propria famiglia

  • CESSAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO, in quanto non troverebbero più risposta le ‘offerte di pseudolavoro’ sottopagato (spesso basato anche sul raggiro porta a porta o telefonico). Molte attività ora maltrattate, riceverebbero così anche una spinta a riqualificarsi e professionalizzarsi. Le ore libere sono sufficienti per ricerche di altro lavoro più remunerativo e/o più consoni alle proprie aspirazioni.

  • FINE DEI SUICIDI PER DISPERAZIONE ECONOMICA E DELLA DISCRIMINAZIONE SOCIALE: chiunque, sia dipendente che imprenditore, artigiano o commerciante troverebbe una rete protettiva di ultima istanza in caso di licenziamneti, fallimenti o chiusure necessitate di attività.

  • MIGLIORAMENTO DEI TERRITORI E DEI SERVIZI PER TUTTA LA SOCIETA’: si potrebbero realizzare tutte quelle opere di manutenzione del territorio, assistenza turistica e culturale, pulizie urbane, sfruttamento di risorse demaniali marginali, accudimento di fasce sociali deboli ecc. normalmente trascurate per mancanza di fondi oppure appaltate senza gare con grandi rischi di corruzione

  • MIGLIORAMENTO DELLA SITUAZIONE DEI CONIUGI DIVORZIATI: resterebbero solo gli oneri di mantenimento dei figli, in quanto i coniugi deboli troverebbero immediatamente impiego e autonomia, senza umiliazioni nè pesi per le nuove famiglie

  • RIDUZIONE DEL LAVORO NERO: il fatto che venga richiesto un impegno giornaliero di 5 ore, riduce di molto il rischio di soggetti che fruiscono di sostegni e integrativi reddituali, mentre svolgono un lavoro non dichiarato.

  • LOTTA ALLE PENSIONI DI INVALIDITA’ INDEBITE: il fatto di sostituire gli assegni di accompagnamento con effettivi servizi resi alla persona da soggetti qualificati (infermieri, psicologi ecc. appartenenti al servizio civile) indurrà molti a non richiedere o a rinunciare all’accompagnamento

  • AUMENTO DEL PIL: per tutte le somme che in precedenza rientravano sotto la voce ‘assistenza’ ed ora invece remunerano una prestazione lavorativa. Teoricamente si tratta di un aumento del 6% del pil, in realtà, da una parte, inferiore in virtù del fatto che in parte le nuove attività ne sostituiscono altre, ma d’altra parte superiore grazie all’effetto volano dei maggiori redditi

  • RIDUZIONE DELLA DEPRESSIONE E DEI CONFLITTI SOCIALI: il fatto di potersi sentire fieri della propria attività, contraccambiando il sostegno che si riceve dalla società o, dall’altra parte, il poter osservare gli effetti concreti di quanto le comunità stanziano per l’assistenza, porta tutti a essere più felici e circondati da fiumi, strade e boschi puliti, ringhiere riverniciate, aiuole curate ecc.

  • EQUITA’ FISCALE E PREVIDENZIALE: il fatto di fissare un compenso LORDO di 1.000 euro consente di tassare maggiormente su base progressiva coloro che comunque possiedano altri redditi (affitti, rendite varie, altre prestazioni lavorative parziali ecc.) mentre chi non abbia altre entrate o possieda oneri deducibili, potrà recuperare tutte le ritenute. Un aquota di versamenti INPS Inail sono necessari per evitare che in futuro possa intervenire una discriminazione considerando tali emolumenti non rilevanti a fini pensionistici (soprattuto in tema di anzianità contributiva), consentire l’inserimento nelle banche dati onde scongiurare abusi (altri lavori svolti in contemporanea, ecc.), essere titolati a pretendere coperture in caso di infortuni.

  • AUMENTO DELLA MOBILITA’ E DELLE OPPORTUNITA’: può capitare di rinunciare a occasioni di lavoro migliore o a scelte di cambiamento di vita per paura di pentirsi di aver perso l’attuale lavoro e di rimanerne alla fine del tutto privi: questo timore verrà di molto attenuato

  • SVILUPPO DI NUOVI NUCLEI FAMIGLIARI: potendo i giovani contare su un reddito al compimento dei 18 anni, a fronte di un impegno a tempo parziale, questi si troveranno stimolati a formare un nuovo nucleo famigliare, a proseguire gli studi o a cercare un lavoro più impegnativo anche lontani da casa. Questa mobilità favorirà anche il mercato delle locazioni e della formazione culturale.

  • OPPORTUNITA’ DI FORMAZIONE: poiché i responsabili organizzativi dovranno tener conto delle competenze e delle necessità, sarà probabile che i giovani si possano trovare inseriti in squadre di lavoro con soggetti dotati di maggior esperienza e scevri dall’egoismo di tener per sé i segreti del mestiere (dato il contesto non competitivo e l’incentivo che si dovrà legare ai risultati del gruppo)

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