LAVORO PER TUTTI

SERVIZIO CIVILE ITALIANO

In applicazione dell’art.4 della Costituzione della Repubblica italiana, sarebbe necessario organizzare una rete di lavoro organizzata su base locale, con interscambi tra comunità limitrofe.

ALCUNI TRA I PIU’ IMPORTANTI EFFETTI POSITIVI:

  • RIDUZIONE CRIMINALITA’ E DELLA POPOLAZIONE CARCERARIA in quanto a tutti i cittadini che decidono di restare sul sentiero della legalità, viene garantito comunque un reddito di 1.000 euro lorde nel corso della loro vita onesta. Già dalla scuola occorrerà insistere molto su quanto si rischia di perdere con l’illegalità. Cadrà anche l’attenuante che spesso i giudici si sentono di applicare del cosiddetto ‘stato di necessità’ (es. furto per sfamare una famiglia numerosa)

  • AUMENTO DEL BENESSERE E COESIONE FAMIGLIARE in quanto il lavoro impegna solo 5 ore giornaliere su 5 giorni settimanali, consentendo nel restante tempo di occuparsi delle attività della propria famiglia

  • CESSAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO, in quanto non troverebbero più risposta le offerte di ‘pseudo-lavoro’ sottopagato (spesso basato anche sul raggiro porta a porta o telefonico). Molte attività ora maltrattate, riceverebbero così anche una spinta a riqualificarsi e professionalizzarsi. Le ore libere sono sufficienti per ricerche di altro lavoro più remunerativo e/o più consono alle proprie aspirazioni.

  • FINE DEI SUICIDI PER DISPERAZIONE ECONOMICA E DELLA DISCRIMINAZIONE SOCIALE: chiunque, sia dipendente che imprenditore, artigiano o commerciante, trova una rete protettiva di ultima istanza in caso di licenziamenti, fallimenti o chiusure necessitate di attività.

  • MIGLIORAMENTO DEI TERRITORI E DEI SERVIZI PER TUTTA LA SOCIETA’: si potrebbero realizzare tutte quelle opere di manutenzione del territorio, assistenza turistica e culturale, pulizie urbane, sfruttamento di risorse demaniali marginali, accudimento di fasce sociali deboli ecc. normalmente trascurate per mancanza di fondi oppure appaltate senza gare con grandi rischi di corruzione

  • MIGLIORAMENTO DELLA SITUAZIONE DEI CONIUGI DIVORZIATI: resterebbero solo gli oneri di mantenimento dei figli, in quanto i coniugi deboli troverebbero immediatamente impiego e autonomia, senza umiliazioni nè pesi per le nuove famiglie (resterebbero assegni solo per casi di redditi superiori a certe soglie, ad esclusione magari di pochi mesi iniziali)

  • RIDUZIONE DELL’EVASIONE FISCALE E DEL LAVORO NERO: Gruppi qualificati di ‘Servitori Civili’ potranno essere utilizzati (integrati con pubblici ufficiali) per ricercare situazioni di illegalità (senza dover aspettare gli interventi di ‘Le Iene’, ‘Report’ ecc.). Il fatto poi che agli stessi addetti del Servizio Civile venga richiesto un impegno giornaliero di 5 ore, riduce di molto il rischio di soggetti che fruiscono di sostegni e integrativi reddituali, mentre svolgono un lavoro non dichiarato.

  • LOTTA ALLE PENSIONI DI INVALIDITA’ INDEBITE: il fatto di sostituire gli assegni di accompagnamento con effettivi servizi resi alla persona da soggetti qualificati (infermieri, psicologi ecc. appartenenti al servizio civile, operanti in turni, con priorità ad eventuali famigliari) indurrà molti a non richiedere o a rinunciare all’accompagnamento (in genere quando non sarebbe dovuto)

  • AUMENTO DEL PIL: per tutte le somme che in precedenza rientravano sotto la voce ‘assistenza’ ed ora invece remunerano una prestazione lavorativa. Teoricamente si tratta di un aumento del 6% del pil (in realtà, da una parte, inferiore in virtù del fatto che in parte le nuove attività ne sostituiscono altre, ma d’altra parte superiore grazie all’effetto volano dei maggiori redditi)

  • RIDUZIONE DELLA DEPRESSIONE E DEI CONFLITTI SOCIALI: il fatto di potersi sentire fieri della propria attività, contraccambiando il sostegno che si riceve dalla società e, dall’altra parte, il poter osservare gli effetti concreti di quanto le comunità stanziano per l’assistenza, porta tutti a essere più felici e circondati da fiumi, strade e boschi puliti, ringhiere riverniciate, aiuole curate , servizi più efficienti ecc.

  • EQUITA’ FISCALE E PREVIDENZIALE: il fatto di fissare un compenso LORDO di 1.000 euro (con una ritenuta d’acconto di 50 eu.) consente di tassare maggiormente su base progressiva coloro che comunque possiedano altri redditi (affitti, rendite varie, altre prestazioni lavorative parziali ecc.) mentre chi non abbia altre entrate o chi possieda oneri deducibili, potrà recuperare tutte le ritenute. Una quota di versamenti INPS Inail (150 eu.) sono necessari per evitare che in futuro possa intervenire una discriminazione, considerando tali emolumenti non rilevanti a fini pensionistici (soprattuto in tema di anzianità contributiva), per consentire l’inserimento nelle banche dati onde scongiurare abusi (altri lavori svolti in contemporanea, ecc.), per essere titolati a pretendere coperture in caso di infortuni.

  • AUMENTO DELLA MOBILITA’ E DELLE OPPORTUNITA’, SVILUPPO DI NUOVI NUCLEI FAMIGLIARI: può capitare di rinunciare a occasioni di lavoro migliore o a scelte di cambiamento di vita per paura di pentirsi di aver perso l’attuale lavoro e di rimanerne alla fine del tutto privi: questo timore verrà di molto attenuato. Potendo i giovani contare su un reddito al compimento dei 18 anni, a fronte di un impegno a tempo parziale, questi si troveranno stimolati a formare un nuovo nucleo famigliare, a proseguire gli studi o a cercare un lavoro più impegnativo anche lontani da casa. Questa mobilità favorirà anche il mercato delle locazioni e della formazione professionale e culturale.

  • OPPORTUNITA’ DI FORMAZIONE: poiché i responsabili organizzativi dovranno tener conto delle competenze e delle necessità, sarà probabile che i giovani si possano trovare inseriti in squadre di lavoro con soggetti dotati di maggior esperienza e scevri dall’egoismo di tener per sé i segreti del mestiere (dato il contesto non competitivo e l’incentivo che si dovrà legare ai risultati del gruppo)

    ferrandomau@libero.it

    BOZZA DI LEGGE

PROPOSTA DI LEGGE

 

MODIFICA

DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

E DEL SISTEMA DI PROTEZIONE SOCIALE E GARANZIA DEL LAVORO

 

 

 Art.1

(Finalità)

 

  1. La presente legge interviene in attuazione dei principi fondamentali sanciti dall’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nonché dei principi di cui agli articoli 2, 3, 4, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 38 della Costituzione della Rubblica Italiana.

  1. Il nuovo Servizio Civile Nazionale, totalmente riformato, è finalizzato a contrastare l’inefficienza della domanda di lavoro in connessione con le strutture pubbliche di orientamento e avviamento al lavoro e di protezione sociale, ad attivare una virtuosa redistribuzione dei carichi lavorativi e della ricchezza, intesa non solo in termini economici, ma anche culturali, etici e di solidarietà sociale e intergenerazionale. Il tutto riducendo l’assistenzialismo sostituito da un più esteso impegno attivo dei singoli, secondo le loro inclinazioni, a vantaggio del bene comune.

  1. Per le finalità di cui al comma 2 sono istituiti presso i Comuni (o consorzi di Comuni) e presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, appositi fondi, denominati “Fondo comunale per il Servizio Civile Nazionale” e “Fondo Statale per il Servizio Civile Nazionale” finanziati secondo quanto previsto all’art.11.

Art. 2

(Soggetti interessati)

 

  1. Tutti coloro che sono in possesso della cittadinanza italiana, possono richiedere l’ammissione al Servizio Civile Nazionale, con assegnazione ad una Unità locale anche diversa da quella di competenza della propria residenza, a patto che siano in possesso dei seguenti requisiti:

– maggiore età unita ad assolvimento dell’obbligo di istruzione, con un massimo di 70 anni

– assenza di reati dolosi commessi nei cinque anni precedenti, anche se già estinti con pagamento di oblazioni, multe, espiazione della pena carceraria ecc.; è ostativa anche la pendenza di un giudizio in presenza di condanna già intervenuta in primo o secondo grado o una assoluzione (nel quinquennio precedente) per prescrizione in assenza di rinuncia alla medesima

– non svolgimento di altra attività remunerata o comunque con scopo di lucro, in qualsiasi forma, pubblica o privata, salvo che non vi si rinunci entro il giorno dell’avvio al servizio

– assenza di rendite o pensioni almeno pari al reddito conseguibile con il Servizio Civile (se presenti in misura inferiore, comporteranno una proporzionale riduzione di orario e remunerazione assegnati)

– veridicità di tutti i dati personali e professionali comunicati nel modulo di richiesta di assunzione al Servizio e a qualsiasi altra emanazione della Pubblica Amministrazione

Art. 3

 (Istituzioni coinvolte)

 

1. Presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali viene istituito un apposito

dipartimento (con almeno un referente per ciascuna regione) per il coordinamento delle strutture locali con le esigenze nazionali, verifica dei risultati e degli equilibri finanziari, in coordinamento con il Ministero delle Finanze, ANCI ed Inps. La maggior parte degli operatori di tale dipartimento deve essere in possesso di adeguate competenze in materia Economico-Finanziaria ed Informatica.

  1. Presso ciascun Comune con popolazione residente superiore a 20.000 abitanti (o consorzi di comuni limitrofi che superino tale numero) viene istituito un apposito Settore con due Dirigenti apicali assunti con concorso (se non già presenti adeguate figure all’interno degli enti interessati) aventi requisito minimo per uno la Laurea in discipline tecniche (Ingegneria/Architettura/Discipline agro-forestali e assimilate) per l’altro Laurea in campo sociale (Servizio sociale/Assistenza sociale e assimilate): nel periodo transitorio dell’istituzione, i responsabili dei disciolti Servizi Sociali comunali e degli enti provinciali, se in possesso di esperienza pluriennale in attività tecniche o sociali, potranno ricoprire il corrispondente ruolo (eventualmente non Dirigenziale) in seno al dipartimento, anche se sprovvisti dei titoli necessari a patto di seguire opportuni corsi di aggiornamento da approvare con appositi decreti attuativi. Negli ambiti riferiti a popolazioni superiori a 20.000 abitanti, ciascun Dirigente apicale avrà diritto a disporre di un collaboratore qualificato di ruolo, più ulteriori ogni 200.000 abitanti. Ogni gruppo di lavoro che occupi più di tre addetti, avrà un responsabile che occuperà due ore di attività settimanale a fini di programmazione presso la sede

  2. Centri per l’Impiego: presso il capoluogo di regione verrà localizzato l’unico ufficio fisico, con ottimizzazione del canale internet per favorire l’incontro domanda – offerta tramite programmi automatizzati per l’incontro e inoltro automatico delle proposte ai soggetti interessati. Presso ogni struttura locale del Servizio Civile verrà allocato un impiegato/delegato del CpI che curerà la raccolta dei curricula degli aderenti al Servizio, il relativo aggiornamento, consiglierà il miglior utilizzo delle competenze disponibili, parteciperà alla valutazione del lavoro svolto, insieme ai due dirigenti diretti, ai responsabili delle squadre tenendo conto dei pareri dei cittadini raccolti con appositi questionari. Sarà anche l’interfaccia con aziende private che potranno consultarli per informazioni in vista di eventuali assunzioni  

Art.4

 (Organizzazione del Servizio)

1.   Le strutture Locali, raccolte le richieste di adesione, verificate ed approvate, entro 15 giorni provvedono ad assegnare il richiedente ad una ‘squadra’ ovvero un gruppo di operatori (diretto dal più esperto) impegnati a raggiungere determinati risultati in un particolare progetto. Esempi di progetto sono: Recupero di zone degradate, attraverso opere di pulizia, piccole riparazioni e manutenzioni, impianto di coltivazioni o aree gioco; Pulizia di boschi, strade, sentieri e corsi d’acqua, anche con attrezzature di cui il Comune disponga direttamente o in locazione preferibilmente da altre strutture; Servizi di trasporto in percorsi o orari socialmente utili ma non economicamente remunerativi (anche con riguardo a studenti e lavoratori, turisti, operatori sanitari, distribuzione di prodotti agricoli a Km.0 all’interno della comunità, ecc.); Attività complementari di assitenza ai turisti; Coltivazione di appezzamenti messi a disposizione da enti pubblici o soggetti privati; manutenzioni di immobili di proprietà pubblica finalizzati all’emergenza abitativa o scolastica per cui manchino idonei finanziamenti; Servizio di ristorazione per enti pubblici, scuole, ospedali; accoglienza immigrati presso strutture pubbliche anche previe opere di sistemazione dei locali; Attività di rilevazione abusi e illegalità con l’assistenza di un pubblico ufficiale; Assistenza di tutti gli anziani o altri soggetti in difficoltà, con particolare assistenza continua con turni agli invalidi titolari del diritto ‘all’accompagnamento’ (con priorità in tali situazioni a parenti appartenenti al Servizio cui può essere assegnato un orario anche superiore alle 5 ore giornaliere ordinarie, a parità di stipendio); Specifiche attività per addetti anziani o con competenze particolari, finalizzate a tramandare antichi mestieri, racconti storici, ricette gastronomiche tradizionali, registrare audiolibri ecc. Compito della struttura Locale è il pagamento del 50% (o meno in caso di opere interamente svolte su strutture statali) delle competenze dovute agli addetti.

 

2.   I dati sulle assunzioni, il valore dei progetti programmati ed il relativo completamento vengono trasmessi integralmente al Dipartimento centrale, che supervisiona e valuta eventuale ricorsi contro decisioni degli organi locali, quantifica il PIL ottenuto, definisce d’intesa con ANCI l’avvio di particolari attività su scala regionale o nazionale, provvede al pagamento della quota Statale dello stipendio degli addetti (ordinariamente 50%)

 

3.  Il delegato dell’Centro per l’impiego è tenuto ad aggiornare in rete il portafoglio delle competenze degli addetti, allorchè le opere proficuamente svolte con la supervisione di soggetti in possesso di qualifiche, implichino l’acquisizione di nuove abilità. Dovrà anche favorire (interagendo con i Dirigenti e loro collaboratori) il verificarsi di tali circostanze, in presenza di coerenti settori della domanda di lavoro particolarmente vivaci o di buone prospettive

 

Art. 5

(Orari e Compensi economici)

 

1.  Ai dirigenti competono orari di lavoro e retribuzioni come fissate per il ruolo dai contratti per i pubblici dipendenti. Agli addetti è richiesto un impegno di 25 ore settimanali, con rotazioni in caso di necessità di coprire anche turni festivi. Salvo circostanze obiettive (es. servizi assistenziali o turistici), il lavoro viene svolto per 5 ore giornaliere mattutine dal lunedì al venerdì. All’operatore spettano di base Euro 10 orarie (maggiorazione 10% per lavoro di sabato e festivi), con trattenuta del 13% a fini previdenziali e 2% per assicurazione infortuni; l’eventuale IRPEF dovuta verrà versata dal percettore in sede di dichiarazione dei redditi. In caso di malattia e ferie (da maturare con i medesimi meccanismi del lavoro privato) viene assicurato un trattamento pari al 75% del previsto giornaliero. Sulla base delle note dirigenziali, degli obiettivi raggiunti e dei risultati di apposite consultazioni pubbliche, l’Ufficio Centrale gestisce un sistema informatizzato che elabora automaticamente ogni anno un premio di incentivo per ciascun soggetto, sotto forma di un incremento percentuale sul reddito conseguito, entro un massimo del 10%.Ai soggetti non più in forza verrà effettuato bonifico sul conto in precedenza comunicato. In linea di principio non esistono differenze di remunerazione legate ai titoli di studio o all’esperienza maturata, ma nell’algoritmo che determina le premialità in caso di raggiungimento di obiettivi, tali fattori vengono tenuti in conto. Apposito decreto fisserà i dettagli dell’algoritmo per la premialità ed i modi di raccogliere la soddisfazione della collettività. In presenza di addetti appartenenti al medesimo nucleo familiare, questi avranno diritto ad un orario sfasato se necessario per la cura di minori o soggetti ultraottantenni o diversamente abili; Per gli stessi motivi verranno adattati gli orari del singolo addetto nei casi di conflitto con orari lavorativi ordinari di altri componenti della famiglia; il tutto solo nel caso di mancanza di altro famigliare dedito a tempo pieno alla cura della casa.

  Art. 6

(Obblighi degli addetti)

1.   L’addetto del Servizio Civile Nazionale è tenuto a rispettare gli orari di servizio, ad eseguire le attività come indicate dalla dirigenza e dal capo squadra, ad utilizzare le attrezzature ed i materiali con la dovuta diligenza ed attenzione. In caso di assenza deve darne preventiva comunicazione anche a mezzo sms. A seguito della violazione di quanto sopra, il Dirigente commina la sanzione del fermo temporaneo dal servizio fino ad un massimo di 15 giorni con lo spostamento ad altro incarico e perdita di eventuali incentivi o, nei casi più gravi, l’espulsione, con conseguente impossibilità di richiedere una nuova assunzione per i successivi dodici mesi presso la medesima Unità. Ai provvedimenti disciplinari può essere proposto ricorso entro 10 giorni presso l’Ufficio Centrale, che acquisiti tutti gli elementi si pronuncia inappellabilmente entro i successivi 15 giorni. Costituiscono elementi a favore o contro il lavoratore le eventuali precedenti relazioni provenienti da soggetti diversi da chi abbia nel caso comminato la sanzione.

2.   E’ fatto obbligo agli interessati di comunicare, entro 7 giorni dall’avvenuta conoscenza, tutte le variazioni intervenute nei requisiti di cui all’art.2

 

Art. 7

(Incentivo strutturale per l’autoimpiego)

1.   Nel caso in cui un soggetto avente i requisiti per aderire al Servizio civile o già in servizio, esponga al delegato del Centro per l’Impiego un Business Plan relativo ad un piano di autoimprenditorialità attendibile richiedendo un connesso finanziamento, questo gli viene concesso per una somma massima pari a 18 mesi di servizio, a condizione però di impegnarsi a non richiedere nei successivi 36 mesi l’assunzione al Servizio Civile. L’erogazione avverrà solo entro un massimo del 25% in numerario, il restante sotto forma di saldo di fatture di acquisto di beni e servizi. Per queste pratiche si utilizzeranno anche tutte le risorse europee disponibili, adattando anche di volta in volta le specifiche richieste al fine di rispettare le condizioni poste nei bandi,

Art. 8

(Incentivo per inserimento lavorativo)

1.   Nel caso in cui un soggetto già in servizio riceva una proposta di assunzione, esso porterà in dotazione un incentivo pari al 50% degli emolumenti guadagnati presso il Servizio Civile negli ultimi 12 mesi che saranno utilizzabili dal nuovo datore di lavoro sotto forma di generico credito d’imposta in 24 quote mensili. In caso di cessazione del nuovo contratto, le eventuali quote mensili non ancora utilizzate resteranno in dotazione al lavoratore, che potrà con effetto immediato rientrare al Servizio, consegnando autocertificazione del mantenimento dei requisiti di cui all’art.2

Art. 9

(interazione con persone senza tetto o senza fissa dimora)

 

1.   Le persone senza tetto o senza fissa dimora che nei 3 mesi successivi all’emanazione della presente legge si trovano a persistere in tale stato, devono essere prese in carico dal Servizio Civile Nazionale, che li sottopone a colloqui e test psicofisici e motivazionali assegnando loro immediatamente vitto e alloggio provvisorio in immobili residenziali pubblici o, in mancanza, anche con regolari locazioni brevi presso abitazioni civili o immobili vuoti ad uso ufficio o commerciale, (con esclusione dei centri commerciali e zone centrali dei centri abitati) dotati dei servizi igienici essenziali. Non appena ritenuto possibile, i soggetti assistiti vengono immessi nel lavoro e nella retribuzione del servizio civile con progressiva cessazione della somministrazione di vitto e disponibilità di alloggio.

Art. 10

(modifiche alla normativa penale, sequestrabilità compenso)

1.   Il fatto che la società metta una attività lavorativa a disposizione di chiunque si trovi ad averne bisogno, circoscrive la casistica in cui si possa invocare lo ‘stato di necessità’ in una causa penale, in particolare l’occupazione abusiva di proprietà altrui viene punita con rito immediato dal momento della constatazione, comminando senza attenuanti le pene previste appropiate alla situazione (invasione di edificio, violazione di domicilio, furto, danneggiamento) e così per il furto di piccoli oggetti o generi alimentari si procede per furto o appropriazione indebita senza attenuanti.

2. Viene ristabilito il reato di accattonaggio di cui all’abrogato art.670 c.p. in quanto non più sussistenti le circostanze di cui alla sentenza 519/ C.Cost.

  1. Viene inserito all’art.669-bis c.p. il reato di vagabondaggio, per chi non avendo alloggio, rifiuta l’inserimento nel Servizio civile (ciò vale anche per occupanti di campi nomadi non regolari)

  2. I colpevoli di reati minori (quali quelli di cui ai commi precedenti del presente articolo) devono essere reclusi in immobili in disuso, presidiati in modo leggero ed ivi impiegati in opere di manutenzione degli immobili medesimi.A fronte dell’attività prestata potranno disporre di maggiori comodità (tv, alimenti aggiuntivi, migliori allestimenti degli alloggi, ecc.) e sconti di pena, negati a chi rifiuti la propria collaborazione; lo Stato inoltre corrisponderà un rimborso pari al 30% dello stipendio base del Servizio Civile, che per due terzi verrà versato direttamente ai soggetti che la sentenza avrà indicato come danneggiati dai reati, fino a concorrenza della somma del pregiudizio indicata in sentenza. (la scelta di questo iter richiesto nel processo e obbligatorio per valori inferiori a 5.000 euro, precluderà l’avvio di altro procedimento civile per risarcimento danni)

  3. In presenza di debiti in capo all’addetto al Servizio Civile, anche pregressi, (utenze, canoni di locazione, finanziamenti, ecc.) è pignorabile un importo totale massimo del 20% dell’importo netto del compenso: chi utilizza questa opzione dovrà sospendere ogni altra azione ed applicare in tale periodo, un tasso di interesse pari a quello legale

Art. 11

(Coperture)

  1. Il Fondo comunale è alimentato mediante l’imputazione di tutti gli stanziamenti che in precedenza affluivano ai capitoli di bilancio relativi ad ‘Assistenza Sociale’, ‘Manutenzione verde pubblico e campi sportivi’ e da almeno il 50% delle voci ‘Manutenzioni ordinarie strade’ ‘Sgombero neve’ ‘emergenza abitativa’; al medesimo fondo affluiranno anche i proventi ritraibili dai lavori agricoli e forestali su aree demaniali di competenza territoriale, dagli immobili comunali recuperati, dalle prestazioni per l’infanzia (rese a cifre strettamente commisurate ai redditi delle famiglie beneficiarie) ecc. Il Fondo Statale sarà alimentato con il versamento di tutti gli accantonamenti privati e gli attuali contributi statali per Cassa integrazione e mobilità; da tutti gli impegni di spesa attualmente previsti per interventi sulla povertà, sull’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, sul potere di acquisto dei giovani, sulle agevolazioni per l’assunzione di soggetti in mobilità; con il pagamento di imposte sui redditi degli addetti al Servizio Civile; con risparmi sugli oneri del debito pubblico conseguibili con l’emissione di speciali titoli a tasso ridotto denominati ‘di solidarietà sociale’ indirizzati in particolare ad investitori e fondi ‘etici’. L’Inps contribuirà con il versamento di quanto dovuto per le indennità di accompagnamento (in concomitanza delle comunicazioni di presa in carico dei soggetti interessati da parte degli uffici decentrati comunali). Si istituisce con apposito decreto fiscale una apposita maggiorazione dell’imposta dell’1%, 2%, 3%, 4% sugli scaglioni di reddito rispettivamente dal primo al quarto, accompagnata da una corrispondente detrazione per ‘costi di produzione del reddito’ utilizzabile solo in relazione a tutti i redditi inferiori a 24.000 euro lordi e a quelli di importo fino a 75.000 euro lordi ma tratti da effettiva attuale attività (che dunque si presume comportino spese per trasporti, pasti, abbigliamento ecc.) rimanendo dunque colpite soprattutto pensioni elevate, rendite, vitalizi. Al termine del primo esercizio, se nonostante gli ulteriori tagli di spesa ottenibili in connessione all’attività del Servizio, emergesse una mancanza di copertura, questa verrà ripianato dallo Stato attivando un aumento di IVA su beni di lusso o nocivi secondo apposite tabelle da emanare a cura del Ministero delle Finanze (clausola di salvaguardia)

 

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